Il cavolfiore

  
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Cavolfiore – Cavolo verde Cavolfiore o cavolo verde
o cimone
Col termine generico di “cavolo” si indicano tutti i cavoli coltivati

già da tempi antichi per la produzione di foglie, fiori e fusti. Sono

alimenti preziosi per i loro principi nutritivi, sono anticancro,

antiossidanti, depurativi. Sono una verdura invernale, parenti del

cavolfiore bianco.
Tipici sono i cavolfiori verdi di Macerata e Moncalieri. L’acqua di

cottura, ricca di zolfo, è ottima per la cura degli eczemi e delle

infiammazioni in genere.
Descrizione Il cavolfiore verde è parente del cavolfiore bianco, che

però non essendo stato racchiuso all’interno delle foglie ha sviluppato

la clorofilla. Tale clorofilla è importantissima per la produzione di

emoglobina. Si coltiva da maggio fino a settembre.
Si raccoglie dopo circa 90 giorni dal trapianto.
Eccezionale qualità del fiore, compatto di un bellissimo colore verde.
Arriva a pesare sino a 1,3 kg.
Utilizzo principale  Si consuma come contorno, lessato e condito con

olio e aceto (o limone), conservato sottaceto, gratinato con la

besciamella, fritto con la pastella, come condimento per la pasta o

nelle minestre. Quando è particolarmente tenero e fresco, il cavolfiore

è ottimo anche crudo: tagliato a fettine molto sottili e unito ad altre

verdure in insalata. Crudo è anche più digeribile e salutare, perché

conserva inalterate tutte le sue sostanze benefiche
Altri utilizzi  1-2 bicchieri al giorno di SUCCO DI CAVOLO per:

Affaticamento, Anemia, Demineralizzazione,
Diabete, Influenza.
2 bicchieri al giorno di SUCCO DI CAVOLO per: Depressione, Nervosismo.
2-3 bicchieri al giorno di SUCCO DI CAVOLO per: Gastrite, Ulcera

gastrica.
SUCCO DI CAVOLO con miele per: Afonia (gargarismi e ingestione)
POCHE GOCCE DI SUCCO FRESCO DI CAVOLO per: Occhi.

TRATTO DA: www.nuoveterapie.it 
Varietà Varietà locali italiane sono il cavolfiore verde di Macerata e

di Moncalieri. Il Cavolfiore di Moncalieri presenta un gusto più sapido

e marcato rispetto alle varietà commerciali, tiene meglio la cottura in

acqua e le successive manipolazioni culinarie.
Le varietà del cavolo sono: Cavolo Broccolo, Cavolo broccolo ramoso,

Broccoletti, Cavolfiore o Cavolo bianco, Cavolini di Bruxelles, Cavolo

cappuccio, Cavolo cinese, Cavolo marino, Cavolo nero, Cavolo verza. Vedi

“Indice verdura” per le schede relative alle varietà di cavolo. 
La pianta  I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, varietà

Brassica oleracea. La parte edibile di queste piante è rappresentata

dalle inflorescenze (dette anche rosette) ancora immature denominate

pomo, cespo, capolino, corimbo. 
Origine Originario dell’Europa il cavolo è oggi una coltivazione diffusa

in tutto il mondo. L’Italia (8% della produzione mondiale) è il quarto

paese produttore al mondo, dopo la Cina (39%) l’India (13%) e la Francia

(10%). Principalmente coltivato in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia e

Sicilia, le zone di produzione tipiche italiane del cavolfiore verde

sono nei comuni di Moncalieri come Santena, Nichelino, Trofarello e

Macerata.
Il nome Deriva da cavolo+fiore. 
Stagionalità Novembre, Dicembre, Gennaio.
I cavoli sono tipici ortaggi invernali, quando la qualità è migliore e i

prezzi scendono notevolmente. Tuttavia sono disponibili tutto l’anno, a

prezzi maggiori.
Reperibilità Facile.
Come scegliere  Le foglie esterne devono essere croccanti ed aderenti

alla testa, che a sua volta deve essere grossa e priva di macchie scure.

Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di

freschezza del cavolfiore; la superficie del fiore leggermente annerita

è indice di una cattiva e prolungata conservazione.
Come pulirlo  Per pulirlo, si staccano le foglie esterne. Se lo si cuoce

intero, si fa un taglio a forma di croce alla base del torsolo. Poi si

immerge in acqua acidulata con succo di limone, per eliminare tutto il

terriccio nascosto tra le cimette. Se invece lo si deve cuocere a pezzi,

bisogna eliminare il torsolo e con un coltellino affilato tagliare le

cimette, lasciando attaccata a ciascuna un pezzetto di gambo.
Suggerimenti Per evitare che l’odore piuttosto forte del cavolfiore

durante la cottura si propaghi per tutta la casa, mettete all’interno

della pentola una fetta di pane con tanta mollica imbevuta di aceto o

limone. Il modo migliore per mantenerne tutte le proprietà nutrizionali

è quello di cuocerli stufati o a vapore, per non più di venti minuti. La

cottura in acqua, specialmente se prolungata, distrugge gran parte delle

vitamine, li rende poco digeribili e di odore sgradevole. 
Calorie Basso contenuto di calorie: per 100 gr 25 calorie. Essendo molto

sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.
Proprietà Grazie al perfetto equilibrio dei suoi componenti il cavolo

esercita un’azione benefica su tutto l’organismo. Il cavolfiore ha un

basso contenuto calorico e presenta ottimi livello di potassio, è molto

ricco di minerali, acido folico, fibre, calcio, ferro, fosforo e

vitamina C.
Utilizzato da sempre per prevenire, curare o alleviare numerosissime

malattie, infatti contiene principi attivi anticancro, antibatterici,

antinfiammatori, antiossidanti e antiscorbuto. Sono depurativi e

rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti. Possono

essere consumati anche in caso di diabete. Secondo alcuni studi

americani tra le principali proprietà di questo ortaggio vi è anche

quella di prevenire il cancro al colon e l’ulcera. Per uso terapeutico

si usano di solito il cavolo cappuccio e il cavolo verza.
La clorofilla in essi contenuta favorisce la produzione dell’emoglobina

ed è utile per curare l’anemia.
L’infuso di cavolo e miele è utile in caso di malattie dell’apparato

respiratorio.
E’ molto utile contro bronchiti, coliti, congiuntivite, contusioni,

sinusite, diabete, diarree e dissenterie, dolori gastrici ed

intestinali, dolori muscolari e reumatici e influenza.
Controindicazioni Contengono sostanze che rallentano il lavoro della

tiroide, vanno quindi evitati in caso di ipotiroidismo.
Controindicato per chi soffre di colon irritabile, perché eccedere con i

cavoli può causare gonfiore all’addome e diarrea.
Conservazione I cavoli più compatti come il cavolfiore, il broccoli

verde ramoso, il cavolo cappuccio e verza, i cavolini di bruxelles, si

conservano bene in frigorifero, fino a cinque giorni.
Se lo si vuole congelare, prima bisogna lessarlo al dente in acqua

acidulata con qualche goccia di limone, scolarlo e dividerlo in cimette,

in questo modo può essere conservato anche per 1 anno. 
Celiachia Non contiene glutine.
(Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia).
Anche detto…  Cavolfiore verde, cavolo verde, cimone. 
Cenni storici  Conosciuto fin dall’antichità, il cavolo (Brassica

oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per

curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei

banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool.

Si sostiene la presenza di questa pianta già dal VI secolo a.C.; Plinio

cita il cavolo broccolo come elemento importante sui deschi dei romani

più ricchi, e notizie certe danno il cavolo coltivato in Spagna dagli

arabi, che lo introdussero dalla Siria attorno al XII secolo. Nei

mercati inglesi e francesi veniva commercializzato già nel 1600 e

dall’Inghilterra fu portato in India all’inizio del 1800. In Italia fu

fatto arrivare molto presumibilmente dai veneziani, che lo acquistavano

nell’isola di Cipro, e proprio attorno a Venezia, riseminando i semi

delle piante più belle, cominciò per tutta Europa il miglioramento

genetico di questa pianta che solo successivamente venne esportata e

coltivata nel Centro e Nord del continente. Ad Arezzo, in un quadro,

viene raffigurato un grosso cavolfiore offerto per stima e sudditanza al

signore Cosimo III, nel 1706.
Notizia tratta da www.bussolaverde.it 
Nei dialetti italiani  In Calabria: cavul-i-huri, in Sicilia bastaddu.
Da www.dialettando.com
Proverbi e
modi di dire  Proverbi di Calabria:
“A undi pari ca u meli spandi, appena, appena u cavulu cundi”.
Dove sembra che il miele spande, a mala pena si condisce il cavolo.
Da www.dialettando.com
Modi di dire:
“testa di cavolo”, “non me ne importa un cavolo”, “col cavolo!”, “pensa

ai cavoli tuoi”, “non capisci un cavolo”, oppure, semplicemente,

“cavolo!”, “c’entra come i cavoli a merenda”. 
Nelle lingue straniere  Francese: chou fleur; Inglese: cauliflower;

Spagnolo: coliflor; Tedesco: Blumen Kohl.
Sagre ed eventi  Sagra della frittella al cavolfiore a Tuscania (VT)
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Cavolfiore in pastella
Frittelle di cavolfiore

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Selenio contro il tumore alla vescica

Selenio contro il tumore alla vescica

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
09/12/2008 12.03.00

 

 

Un’alimentazione che abbia un giusto apporto di selenio riduce il rischio di sviluppare il tumore alla vescica. Questo tipo di tumore, che è in costante aumento nei paesi industrializzati, rappresenta all’incirca il 70 per cento delle forme tumorali a carico dell’apparato urinario e il 3 per cento di tutti i tumori. Generalmente colpisce gli individui tra i 60 e i 70 anni ed ha una prevalenza maggiore negli uomini rispetto alle donne. La ricerca sarà pubblicata sul prossimo numero di Cancer Prevention Research, la rivista ufficiale dell’American Association for Cancer Research.

Un gruppo di ricercatori della Dartmouth Medical School, sulla base di dati precedentemente raccolti, ha verificato, in un campione di 1108 volontari tra uomini e donne, l’apporto giornaliero di selenio. Questo elemento è contenuto nella frutta secca, nella carne, nel grano e nei suoi derivati e in alcuni tipi di patate.
A giudicare dai dati ottenuti dai ricercatori americani, una dieta equilibrata in selenio può ridurre il rischio di tumore alla vescica agendo direttamente sul controllo del gene p53, uno degli oncogeni più conosciuti.

L’azione protettiva è ovviamente tanto maggiore quanto più i soggetti conducono, in generale, una vita sana fatta di corretta alimentazione e di attività fisica. Al contrario, fattori di rischio accertati per questo tipo di tumore sono il fumo di sigaretta e l’esposizione cronica alle amine aromatiche e nitrosamine (frequente nei lavoratori dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio).

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